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L'Autin: chi siamo

L'Autin, la nostra terra

L’Autin promette il legame indissolubile con il territorio sin dal suo nome che, in dialetto piemontese, indica un vigneto, un piccolo appezzamento vitato.

L’azienda vitivinicola si trova al confine tra le province di Torino e Cuneo, in una zona dominata dal Monviso. Zona di cui abbraccia l’identità: forte, marcata, solida come il suo marchio, la Pietra di Luserna, che ha segnato anche la vita di Mauro Camusso, il titolare della cantina.

La famiglia, la nostra storia

L'Autin: Mauro ed Elisa Camusso, una storia di terra e famiglia.

Mauro Camusso

Di formazione agronomo, entra nel mondo della lavorazione delle pietre per affiancare la moglie Maura Beltramo, che gestisce l’azienda di famiglia “Beltramo F.lli”. Cave, lastre e blocchi di gneiss lamellare diventano la principale attività di Mauro, ma la passione per il vino resta viva.

Nel 2010, fonda la cantina L’Autin. Prima il vino era prodotto solo per passione e per il consumo famigliare. Mauro però ha le idee chiare. Vuole recuperare vigne e vitigni autoctoni piemontesi e impianta anche vitigni internazionali, scommettendo sul territorio. Collabora con esperti enologi per produrre vini biologici, senza solfiti aggiunti, che raccontano tradizione, terra, eleganza e prospettive ad ogni sorso.

Elisa Camusso

Elisa è la nuova generazione alla guida dell’azienda vitivinicola L’Autin.

Un’imprenditrice giovane, appassionata che, come suo padre e suo nonno, crede nel recupero dei vitigni autoctoni e nel rispetto della tradizione, ma non dimentica la sperimentazione dei vitigni internazionali nel territorio Pinerolese, all’ombra del Monviso.

I suoi studi in Ingegneria Ambientale la portano ad agire concretamente per una produzione 100% sostenibile e per lo sviluppo della viticoltura biologica.

È sommelier AIS.

La squadra, la nostra forza

Scommettere su un territorio impervio è sempre rischioso. Non si tratta solo di coltivare vitigni a bacca rossa raccomandati dal disciplinare di produzione della Pinerolese Doc, che arriva fino in terra cuneese a Barge e Bagnolo. Vuol dire impiantare anche uve a bacca bianca e vitigni internazionali.

Una sfida, non solo una scommessa. Una grande dimostrazione di impegno che inizia con la formazione di una squadra accomunata dall’amore per la propria terra, per il lavoro metodico e attento, e con la determinazione giusta.